Testimonial 1

Laurea Magistrale SID, 2010

Posizione attuale: Analista di politica ed economia dell’energia, RIE

Ciao Chiara! Grazie per aver accettato di rispondere a qualche domanda di OpportuniSID.

Innanzitutto ti facciamo i nostri complimenti per la tua recentissima maternità! Ti siamo molto grati che, nonostante il lavoro e la famiglia, tu riesca comunque a trovare del tempo per noi.

Ma iniziamo subito con le domande…

1. Sappiamo che ti occupi di ricerca nel settore dell’energia per RIE, una società bolognese che si occupa di ricerche industriali ed energetiche, ma anche per ISPI, l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, molto noto ai nostri alumni. Ci potresti dire, in poche parole, che tipo di attività svolgi quotidianamente?

Lavoro in RIE da 9 anni come analista di politica ed economia dell’energia, una professione che mi consente di unire la propensione alla ricerca e alla scrittura con l’interesse per l’energia e le questioni internazionali ad essa connesse. Nella pratica, mi occupo di monitorare le dinamiche di domanda e offerta, redigere report e articoli sui mercati energetici con focus sulle aree di investimento, gli scenari, gli equilibri politici legati a specifiche aree di esplorazione e produzione, le innovazioni tecnologiche; collaboro inoltre all’elaborazione di studi ad hoc di valutazione di specifiche scelte aziendali. Il lavoro di ricerca abbraccia un ampio spettro di argomenti e dà la possibilità di approfondire ogni volta tematiche diverse, permettendo così di sviluppare una conoscenza a tutto tondo del settore energetico nazionale e internazionale. Insomma, non ci si annoia mai!

Dal 2015, ho iniziato la collaborazione con ISPI che si è concretizzata nella partecipazione alla stesura del Focus Sicurezza Energetica per l’Osservatorio di Politica Internazionale del Parlamento Italiano e nella tenuta di alcune lezioni per corsi sulla politica energetica. E’ un rapporto di collaborazione esterno che non prevede un lavoro quotidiano ma uno scambio proficuo di contatti e relazioni.

2. Raccontaci qualcosa della tua carriera. Qual è il traguardo raggiunto del quale vai più fiera?

Scrivere per mestiere e in un ambito che rientra nel percorso di studi fatto mi ha sempre reso molto fiera. Mi sono laureata a cavallo tra la crisi economica del 2008 e la successiva recessione; il momento storico quindi non prometteva grandi scenari, specie per chi voleva lavorare in Italia e con una laurea in scienze politiche. Perché, diciamo la verità, ogni siddino che si rispetti ha dovuto combattere con i pregiudizi sul percorso di studi scelto: etichettato come non professionalizzante e poco blasonato rispetto ad una classica giurisprudenza o medicina. Eppure, giocando di anticipo con l’invio dei CV e facendo una buona analisi del mercato del lavoro sono riuscita ad entrare nella società dove tuttora lavoro. Questo traguardo è un punto di partenza e non certo di arrivo, non ci si deve fermare ma pensare sempre alla sfida successiva per poter crescere e migliorare costantemente. Nel corso di questi anni bolognesi, ho avuto modo di partecipare a progetti di ricerca impegnativi ed essere parte attiva nel dibattito sul futuro sostenibile delle tecnologie energetiche. Avere riscontri positivi sul proprio operato, avviare collaborazioni e relazioni professionali durature, partecipare in progetti operativi che incidono direttamente sulle scelte aziendali, sono tutte cose che hanno caratterizzato questi anni di lavoro e mi hanno reso molto motivata a proseguire in questo campo.

3. Noi di OpportuniSID siamo sempre a caccia di storie di Siddini e Siddine, in Italia come nel Mondo, che abbiano fatto fruttare ciò che hanno imparato a Forlì. Quanto è stato utile il SID, e le competenze lì acquisite, per la tua carriera? Di cosa dobbiamo andare fieri?

Il SID è stato fondamentale per me sia per il percorso di studi intrapreso che per le relazioni che ho costruito durante gli anni universitari. L’apporto delle conoscenze acquisite è stato determinante per la mia crescita personale prima ancora che professionale. Certi insegnamenti rimangono per sempre soprattutto nel modo di intendere la vita ed in questo alcuni Professori hanno lasciato un’impronta importante. Sfido ogni siddino a non ammettere di essere uscito un po’ cambiato dopo le ore passate a discutere di Tucidide con il prof. Cesa o ad ascoltare la Prof.ssa Lanzillo parlare del concetto di Stato o la Prof.ssa Laschi nelle sue lezioni-racconto sulla storia delle relazioni internazionali. Questi sono solo alcuni dei Professori che ho incontrato nel percorso di studi, ma tutti meriterebbero di essere citati.

L’elevato livello di conoscenze richiesto agli studenti e il metodo di studio acquisito grazie anche all’utilizzo dei parziali mi hanno preparato al mondo del lavoro; è, però, nell’approccio interdisciplinare del SID e nell’incentivo al confronto e alle discussioni che ho tratto l’insegnamento più importante che è quello di approcciarsi alla complessità della realtà senza fermarsi alla prima analisi del problema.

4. Ad un ragazzo o ad una ragazza iscritto al SID in questi anni, quali skills – hard o soft che siano – consigli di sviluppare?

Mi sento di consigliare di incrementare la propria predisposizione al team working. La capacità di lavorare in gruppo è requisito sempre più richiesto nel mondo del lavoro perchè racchiude tutta una serie di qualità che permettono di creare un ambiente di lavoro motivato, sereno e quindi produttivo. Empatia, pazienza, attitudine al problem solving, disponibilità ma anche saper chiedere aiuto sono tutte caratteristiche molto ricercate e necessarie per lavorare bene. Tra le hard skill, ritengo invece che la conoscenza delle lingue sia tra le qualifiche che maggiormente pesano in un CV. Consiglio di praticare non solo l’inglese ma di scegliere anche una lingua meno conosciuta che può risultare preferenziale nella scelta di un candidato, oltre che una ricchezza personale unica.

5. Ci sono tanti siddini che si trovano in questi anni all’inizio della loro carriera professionale. Alcuni di loro si sono laureati proprio in questi ultimi mesi, nonostante la pandemia. Quali consigli daresti loro per approcciarsi al meglio al mondo del lavoro?

Entrare nel mondo del lavoro è sempre una grande sfida che va affrontata con determinazione e spirito di iniziativa. Per prima cosa, bisogna iniziare dal proprio biglietto da visita, ovvero curare il proprio CV che deve essere sintetico e personalizzato in base al lavoro per il quale si sta facendo domanda. Poi bisogna farsi conoscere, inviando candidature a quanti potrebbero essere interessati dal proprio profilo; non è necessario che ci siano posizioni aperte dato che a volte giocare di anticipo può essere una carta vincente. Consiglio di partire dalle Istituzioni di maggiore interesse ma di non scartare altre strade: è importante iniziare il prima possibile a intraprendere le prime esperienze professionali. Non vi dirò che è facile entrare nel mondo del lavoro, specie in Italia, però non bisogna demordere. Occorre avere fiducia in se stessi, sapersi valorizzare ma anche riconoscere gli aspetti da rafforzare. Consiglio quindi, per quanto possibile, di non smettere mai di studiare attraverso corsi di perfezionamento, summer school e quant’altro. Più fai, più idee ti vengono, più persone incontri, più porte ti si aprono.

6. In particolare, ad una ragazza appena laureata al SID, che cosa consiglieresti per affrontare al meglio possibili discriminazioni sul posto di lavoro?

La competenza è la migliore arma. Non scoraggiatevi anche se le difficoltà ad emergere sono spesso maggiori per noi donne, soprattutto in taluni settori a maggioranza maschile. È vero che le donne devono dimostrare sempre più degli uomini, ma è altrettanto vero che quando a parlare è la conoscenza e la serietà il riconoscimento del proprio operato prima o poi arriva… e se non dovesse arrivare, allora cambiate luogo di lavoro perché vuol dire che non ne vale proprio la pena. Il mondo del lavoro oggi è molto più dinamico di un tempo e non bisogna aver paura di cambiare se non si è apprezzati a causa di dinamiche discriminatorie interne. A perderci non sarete sicuramente voi. Non fatevi fermare da chi non crede in voi in quanto donne, ma fatevi valorizzare da chi vuole investire su di voi in quanto validi professionisti.

7. Infine, ti volevamo parlare di ciò che fa OpportuniSID. Tra le varie attività che portiamo avanti ce n’è una fondamentale: il networking. Un nostro team si occupa, nello specifico, di favorire la creazione e la diffusione di “comunità Siddine” nel mondo. Come pensi si possa rendere tale iniziativa veramente utile ed efficace? Da Siddina “senior”, hai qualche consiglio per noi?

Devo dire di aver molto apprezzato la reunion che è stata organizzata nel 2017 a Forlì; è stata un’occasione bellissima sia di rincontrare tanti amici e colleghi ma anche di confrontarmi con gli attuali studenti del SID durante gli incontri di orientamento a cui ho partecipato. Penso che dare cadenza regolare a questi appuntamenti sarebbe molto utile per la comunità di studenti SID sparsi per il mondo: un modo per mantenere contatti personali e professionali nonchè incentivare uno scambio di informazioni proficuo tra vecchie e nuove generazioni.

Sarebbe poi bello potersi incontrare tra siddini (ex studenti ma anche professori) che vivono nella stessa città, magari organizzando incontri di networking o aperitivi con interventi/lezioni a tema. Insomma, credo che oltre alle tante occasioni di confronto online sarebbe importante favorire l’incontro personale che più di tutti crea le basi per uno scambio proficuo di esperienze.

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