Giacomo Propserini
Se mi guardo indietro, mi rendo conto di quanto il SID abbia davvero rappresentato un punto di partenza concreto. Già da liceale avevo le idee chiare sulla carriera che volevo intraprendere. Una visita al Parlamento europeo di Bruxelles, a diciotto anni appena compiuti, mi aveva affascinato profondamente. Ricordo la sensazione di guardarmi intorno e pensare che un giorno avrei voluto essere davvero parte di tutto quello. Quell’entusiasmo mi aveva spinto a cercare un corso universitario che mi permettesse di coltivare questo interesse, e già il solo nome “Scienze Internazionali e Diplomatiche” mi sembrava quasi un invito. Tanto mi piaceva l’idea che non ho esitato a lasciare tutto per trasferirmi. E dove? A Forlì. Sinceramente chi se lo sarebbe mai aspettato.
Nonostante la mia scelta fuori dal comune, le conoscenze e competenze sviluppate al SID non solo sono state essenziali in termini di metodo e sicurezza, ma mi hanno dato la possibilità di vivere la mia prima vera esperienza all’estero: l’Erasmus all’Université de Nantes. È stato davvero un momento di svolta: il sogno di vivere in un altro Paese e confrontarmi con una nuova lingua mi hanno fatto vivere quell’esperienza con gli occhi ingenui di un bambino, forse idealizzando un po’ troppo la vita all’estero. Ma è stato proprio quello slancio a spingermi a proseguire senza paure su un percorso internazionale, scegliendo la magistrale in European and International Studies all’Università di Trento, dove ho arricchito la mia formazione anche fuori dalle aule. Ho infatti partecipato a diverse summer school a Bruxelles, Trento e Roma e collaborato a progetti di ricerca accademici, tra cui un parere legale sulla giustizia riparativa nei casi di violenza di genere e un lavoro dedicato alle voci trascurate nelle relazioni internazionali, dal Sud Globale alle prospettive femministe e postcoloniali.
Il mio percorso ha poi preso una direzione nuova grazie ad un programma di doppio titolo in Energy Policy Studies alla Masaryk University di Brno, in Repubblica Ceca. Lì ho scoperto un interesse profondo per il tema della giustizia energetica nei Paesi in via di sviluppo: un tema che sento vicino e che orienta le mie ambizioni. Nel frattempo, hanno iniziato a prendere forma le mie prime collaborazioni in ambito analitico, con il think tank ITSS Verona e con la rivista digitale Praesidium. Successivamente, con un tirocinio alla Camera di Commercio Italiana di Barcellona ho messo alla prova queste competenze in un contesto pratico, lavorando a progetti internazionali ed eventi istituzionali a contatto con stakeholder da tutto il mondo. Da lì è nata un’opportunità concreta: oggi lavoro ancora nella stessa istituzione, occupandomi di progetti europei di mobilità. Se guardo al futuro, ho le idee abbastanza chiare: mi piacerebbe applicare le mie competenze in contesti in via di sviluppo e, successivamente, contribuire in ambito europeo e internazionale a politiche sostenibili e inclusive a beneficio delle comunità più vulnerabili.
La borsa SID rappresenta per me un supporto concreto. Non solo un aiuto economico, ma la possibilità di affrontare i passi successivi con più serenità, continuando a inseguire le mie ambizioni senza doverle ridimensionare. A volte guardo il mio CV e mi sembra di leggere un’accozzaglia di esperienze e titoli senza nessuna connessione o coerenza. Eppure rimango fiducioso che un giorno tutto questo avrà un senso, e ringrazio l’associazione OpportuniSID per crederci insieme a me!