Giulia Manconi

Laurea magistrale SID, 2014

Posizione attuale: Segretario di Legazione, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

Che cosa significa lavorare per la nostra diplomazia? In che cosa consiste la tua attività quotidiana? Quando sei entrato in carriera diplomatica e da quanto sei nella sede attuale?

Lavorare per la nostra diplomazia significa far parte di una macchina complessa, che persegue allo stesso tempo numerosi obiettivi strategici, di carattere politico, economico, culturale. Si tratta di prestare servizio nel corpo diplomatico di una delle principali democrazie del pianeta, di uno dei Paesi fondatori dell’UE, di un membro del G7 e del G20: è prima di tutto una responsabilità.

Attualmente lavoro come Primo Segretario all’Ambasciata d’Italia al Cairo, dove presto servizio presso l’Ufficio Commerciale della Sede. Il mio ufficio si occupa dei rapporti economici tra Italia e Egitto – il che significa essenzialmente che il mio tempo quotidiano si divide fra iniziative di assistenza alle imprese italiane che hanno interessi commerciali in Egitto e attività di analisi dell’economia egiziana. Inoltre, mi occupo anche di questioni ambientali – questo compito mi ha permesso di seguire con attenzione la COP26, che si è appena conclusa, e seguirò ancora più da vicino la COP27, che si terrà a Sharm El-Sheikh nel 2022.

Sono entrato in carriera diplomatica nel settembre 2017, circa quattro anni fa. Presto servizio all’Ambasciata d’Italia al Cairo da maggio 2021.

      Potresti raccontarci un po’ la tua carriera? Quali sono i traguardi raggiunti fino ad ora dei quali ti senti più orgoglioso?

      Come tanti altri studenti di scienze politiche, dopo la laurea ho svolto alcuni tirocini. Fra le esperienze per me più significative, ho svolto un tirocinio presso l’Ambasciata d’Italia a Tbilisi nel 2015 e uno stage come “bluebook trainee” alla Commissione Europea (DG TRADE) a inizio 2016. Dopo il periodo di stage alla Commissione, sono rimasto a Bruxelles per un periodo complessivo di un anno sei mesi, durante il quale ho lavorato anche nel settore privato. Il tirocinio alla Commissione Europea, e in generale tutta l’esperienza a Bruxelles, è stato per me un traguardo senz’altro importante, che mi ha permesso di conoscere in prima persona le istituzioni UE e di appassionarmi a questo mondo – nonostante non lo amassi particolarmente durante il periodo di studi, anzi.

      Quando sono entrato alla Farnesina, grazie alla mia esperienza pregressa nel mondo delle istituzioni europee, ho cominciato a lavorare alla Direzione Generale responsabile per l’Europa – sia dal punto di vista dei rapporti bilaterali che per quanto attiene agli affari UE. In seguito, ho prestato servizio alla Segreteria Generale, cioè l’organo responsabile per il coordinamento degli uffici del Ministero, che fa da tramite fra il Gabinetto, ovvero il Ministro e il suo staff, e il resto della struttura ministeriale. Finora, lavorare presso la Segreteria Generale è stato uno dei traguardi più significativi della mia breve carriera, di cui vado orgoglioso. In primo luogo, ho avuto modo di osservare da vicino tutti i dossier più rilevanti per la politica estera italiana. Inoltre, ho avuto l’opportunità di lavorare a stretto contatto con i vertici della Farnesina, fra cui l’Amb. Elisabetta Belloni (attuale capo del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza).

      Come ti ha aiutato il SID nella formazione e nello sviluppo della tua carriera?

      Frequentare il SID è stato senz’altro un passaggio essenziale per la mia formazione. Penso in particolare alla versatilità del curriculum di studi del SID, a causa al quale è necessario confrontarsi con tematiche variegate e padroneggiare materie spesso anche molto differenti fra loro. Questo tipo di percorso mi ha consentito di sviluppare elasticità mentale, capacità di analisi e abilità nel fare collegamenti tra diverse discipline. Sono del parere che a volte, quando si parla in generale delle lauree in scienze politiche, si tenda a sottovalutare questi aspetti.

      Naturalmente, l’ambiente del SID mi ha anche messo a contatto con persone stimolanti che hanno contribuito in maniera decisiva alla mia crescita personale.

       

      Che consiglio ti senti di dare a quei siddini e a quelle siddine che vogliono intraprendere la carriera diplomatica?

      Prendetevi del tempo per prepararvi in modo specifico al concorso diplomatico. E’ un esame complesso, composto da tre prove distinte. Vista la vastità del materiale da studiare, è pressoché impossibile superarlo senza una preparazione mirata.

      Non siate ossessionati. E’ difficile superare il concorso diplomatico al primo tentativo (ma non impossibile). Allo stesso tempo, ci sono molte opportunità interessanti al di fuori della carriera diplomatica e non dovreste trascurarle. Nel mio caso specifico, se non avessi lavorato a Bruxelles, arricchendo la mia esperienza professionale, forse non avrei avuto la sicurezza necessaria per superare il concorso.

      Non credete mai a tutti quelli che vi diranno che passano i raccomandati.

       

      Potresti indicarci qui sotto una citazione di un personaggio famoso in cui ti riconosci? E se proprio non vuoi sceglierne una, vuoi lasciarci tu una frase, anche tua, da utilizzare per pubblicizzare la tua SID Story sui nostri canali social?

      Surtout pas trop de zèle” (soprattutto non troppo zelo), citazione tradizionalmente attribuita a Talleyrand.

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